Citrus Aurantium

Citrus Aurantium

L’Arancio amaro (Citrus aurantium), è un piccolo albero che può raggiungere un’altezza di 10 metri. Le foglie hanno colore verde intenso, ovate e appuntite all’apice, provviste di grandi alette sul picciolo. I rami più vigorosi sono molto spinosi; ha un robusto apparato radicale con fittone. I fiori sono bianchi e molto simili a quelli dell’Arancio dolce, come i frutti che però sono più rugosi e ricchi di olii essenziali. La polpa è acida, amarognola e ricca di semi; l’epicarpo è abbastanza sottile. I frutti, di colore arancio, resistono a lungo sulla pianta.

Gli estratti di arancio amaro sono estratti acquosi, derivati dai frutti immaturi essiccati, raccolti tra maggio e giugno. Da sempre sono usati come supplementi dietetici per la gestione del peso, aumentare la produzione di energia e migliorare le prestazioni sportive, per il controllo dell’appetito. L’arancio amaro rientra da sempre nella tradizione cinese dove, per centinaia di anni è stato usato per una varietà di applicazioni sanitarie, tra cui indigestione, diarrea e dissenteria, costipazione e come espettorante, e nella medicina popolare sudamericana cura l’insonnia, l’ansia e l’epilessia. E’ anche conosciuto come arancio di Siviglia in quanto è stato coltivato a Siviglia in Spagna per oltre 800 anni, dove viene utilizzato in vari prodotti alimentari come marmellate, sciroppi e succhi.

Gli estratti di arancio amaro contengono la p-sinefrina, che comprende circa il 90% o più dei protoalcaloidi totali. La sinefrina è un derivato della feniletilamina e presenta alcune somiglianze strutturali con l’efedrina, somiglianza che ha sollevato una serie di interrogativi sulla sua sicurezza, in quanto un potente stimolante. Si è giunti però alla conclusione che la sinefrina è priva degli effetti avversi associati all’efedrina alle dosi comunemente usate. Pertanto, gli effetti osservati con l’efedrina non possono essere estrapolati agli estratti di sinefrina e arancio amaro.

L’estratto di arancio amaro è utilizzato nei prodotti per la gestione del peso, per suoi presunti effetti sui processi metabolici, come l’aumento del metabolismo basale e della lipolisi, nonché la soppressione dell’appetito.

Colker et al. ha condotto il primo studio sugli effetti di un prodotto contenente l’estratto sulla perdita di grasso corporeo, sui livelli di lipidi, sulla sicurezza e l’umore di 20 soggetti adulti in sovrappeso. Il prodotto conteneva 975 mg di estratto di c. Auranti (6% alcaloidi della sinefrina), 528 mg di caffeina e 900 mg di erba di San Giovanni. L’assunzione giornaliera totale di protoalcaloidi correlati alla feniletilamina era di circa 58,5 mg. Tutti i soggetti coinvolti nello studio hanno seguito una dieta da 1800 kcal / giorno e hanno svolto un programma di allenamento. Dopo sei settimane, il gruppo ha perso piccole ma significative quantità di peso (1,4 kg) e grasso (2,9%), e non sono stati rilevati cambiamenti significativi nella pressione sanguigna, nella frequenza cardiaca, nella chimica del siero o nelle analisi delle urine. Il gruppo trattato ha anche registrato un significativo aumento del metabolismo basale rispetto al gruppo placebo.

Numerosi sono stati gli studi successivi, effettuati da altri gruppi di ricerca, con risultati grossomodo simili.

Le proprietà dimagranti della sinefrina derivano dal suo effetto stimolante, agendo sulla termogenesi che, aumentando la produzione di calore corporeo, apporta un aumento del consumo calorico e una lipolisi molto più marcata. La sinefrina riduce l’appetito ed eccita il metabolismo basale, facendo aumentare il consumo energetico a riposo. L’eccitazione metabolica è correlata non solo all’aumento della frequenza cardiaca ma anche (in misura minore) all’aumento della termogenesi per stimolazione del tessuto adiposo bruno. Vari studi indicano che l’attività lipolitica della sinefrina è dovuta al legame con i recettori β-3 adrenergici nei tessuti adiposi. Questi stessi recettori sono anche associati ai tessuti cardiovascolari e la loro attivazione determina una down-regulazione della stimolazione cardiovascolare, pertanto non  si determina un aumento della pressione sanguigna o della frequenza cardiaca. Questa la ragione per cui, in tutti gli studi, non si osservano effetti a livello cardiovascolare in seguito alla somministrazione dell’estratto anche in associazione ad alte dosi di caffeina.

Fonti:

Sidney J. Stohs, Harry G. Preuss, Mohd Shara

A Review of the Human Clinical Studies Involving Citrus aurantium (Bitter Orange) Extract and its Primary Protoalkaloid p-Synephrine

Int J Med Sci. 2012; 9(7): 527–538. Published online 2012 Aug 29. doi: 10.7150/ijms.4446

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