Carenze nutrizionali e caduta dei capelli

Carenze nutrizionali e caduta dei capelli

L’autunno è la stagione in cui cadono le foglie, la natura cambia i colori e si prepara ai rigori invernali, in vista della rinascita primaverile. In questo periodo, in molte persone, si ha un aumento nella caduta dei capelli definito caduta stagionale. Quali siano le cause di tale fenomeno ancora non è chiaro.

Non poche sono le persone che, di fronte a tale problema, cercano una soluzione nell’integrazione alimentare, pensando di poter ripristinare la crescita dei capelli ed eventualmente prevenire il problema per le stagioni successive.

I follicoli piliferi sono delle strutture particolari della pelle, tra le metabolicamente più attive di tutto il corpo. La loro capacità di produrre i peli, ed i capelli, può essere influenzata dalla malnutrizione sia in termini calorici che di carenza proteica e di micronutrienti; si tratta di un equilibrio molto delicato e complesso.

Deficit nutrizionali possono influenzare sia la qualità che la capacità di crescita dei capelli. Ad esempio il telogen effluvium acuto (perdita improvvisa di grandi quantità di capelli a partire da un periodo preciso) può essere conseguenza di un improvviso dimagrimento o diminuzione di assunzione di proteine, mentre l’alopecia diffusa (perdita diffusa dei capelli) si può manifestare per carenza di niacina (vitamina B3). Anche per il telogen effluvium cronico (abbondante caduta di capelli senza variazioni stagionali, senza tendenza alla remissione spontanea), o per l’alopecia androgenica (diradamento progressivo del cuoio capelluto), o areata (perdita di capelli a chiazze) si ipotizza una influenza nutrizionale, anche se gli studi sono ancora in atto e di conseguenza ancora non si ha una chiarezza ben definita.

Molte sono le persone che chiedono informazioni sulla nutrizione e sulla possibile integrazione, e diverse sono le domanda da porre:

  • E’ necessario testare la carenza di nutrienti in persone che presentano perdita di capelli?
  • Ci sono fattori di rischio che dovrebbero richiedere dei test?
  • In assenza di fattori di rischio ci sono prove per sostenere l’uso di integratori?

e visto che la perdita dei capelli è un problema comune al 50% degli uomini e delle donne risulta importante che i professionisti sappiano rispondere a questi quesiti. Usando le parole chiave “perdita dei capelli” in una ricerca, i risultati portano a circa 923 prodotti di integrazione nutrizionale, con svariate formulazioni diverse, e la maggior parte non soggetti a controlli.

La cosa importante è sapere che anche un’integrazione può non essere priva di effetti indesiderati e va quindi fatta in maniera oculata. La maggior parte delle conoscenze sull’argomento riguardano studi fatti su situazioni patologiche, e poco si sa sull’integrazione in condizioni di normalità.

Prendendo in considerazione alcuni degli elementi di più comune carenza:

Ferro

La carenza di ferro è la carenza nutrizionale più diffusa tra la popolazione ed è ben noto che può causare la caduta dei capelli; la cosa non del tutto chiara è quali siano i livelli di carenza che portano a tale condizione. Ma come risulta responsabile? Le cellule della matrice follicolare del capello si dividono molto rapidamente ed il ferro risulta essere il cofattore della ribonucleotide retuttasi (enzima che catalizza la formazione di deossiribonucleotidi a partire da ribonucleotidi) avendo quindi un controllo sulla sintesi di DNA. Inoltre sono stati individuati una serie di geni coinvolti, regolati dalla presenza del ferro nella trascrizione. Uno studio effettuato in vivo, utilizzando un modello animale, ha dimostrato che l’integrazione di ferro ha portato al ripristino della crescita del pelo precedentemente perso per una carenza di ferro indotta.

Diverse posso essere le condizioni che portano da una carenza di ferro; condizioni patologiche o di cattiva alimentazione. A rischio possono essere donne in premenopausa o con un flusso mestruale copioso, donne in menopausa e uomini con perdite ematiche gastrointestinali, persone con problemi di malassorbimento (ad esempio celiache) o che fanno uso di inibitori della pompa protonica (in quanto per l’assorbimento del ferro è necessario un ambiente acido), vegetariani o vegani per la loro dieta priva di prodotti animali, e quindi priva di ferro nella forma eme (il ferro non-eme derivato dai prodotto vegetali ha infatti una biodisponibilità ridotta).

Zinco

Lo zinco è un minerale essenziale, necessario per il funzionamento di diversi enzimi e fattori di trascrizione che regolano l’espressione di diversi geni. Anche se il meccanismo di azione non è del tutto noto, si pensa che regola la sintesi proteica e la divisione cellulare, controllando l’attività di diversi metallo-enzimi coinvolti nella crescita dei capelli. La carenza di zinco può essere ereditata o acquisita, e può influenzare diversi sistemi. I sintomi noti sono diarrea, effetti negativi sul sistema immunitario, ritardata guarigione di ferite, anomalie nella percezione del gusto e dell’olfatto, dermatiti, fragilità e caduta dei capelli. Esempio di carenza ereditaria è dato dall’acrodermatite enterotopica, un disturbo autosomico recessivo del metabolismo, che si traduce in un ridotto assorbimento dello zinco, con conseguenti manifestazioni cliniche quali dermatite acrale, alopecia, diarrea e ritardo della crescita. A rischio di carenze sono inoltre persone con infiammazioni croniche intestinali, chi ha subito bypass gastrici, persone con disfunzioni epatiche o renali, donne in gravidanza e pazienti con alcolismo. Altro fattore di rischio è dato dal vegetarianismo, in quanto lo zinco derivato dai vegetali ha una ridotta biodisponibilità rispetto a quello derivato dai prodotti animali. Inoltre i fitati, contenuti nei legumi e nei grani interi che i vegetariani consumando abbondantemente, legano lo zinco inibendone l’assorbimento. Diversi studi hanno dimostrato che in casi di caduta dei capelli, conseguente alla carenza di zinco, l’integrazione di questo rende reversibile il problema.

Niacina

La pellagra data della carenza di niacina si manifesta con dermatiti fotosensibili, diarrea, demenza ed alopecia. Essa è diventata rara nei paesi sviluppati dopo l’introduzione della fortificazione con niacina di diversi alimenti. Attualmente la maggiore causa di pellagra è data dall’alcolismo, da disordini di malassorbimento e dall’utilizzo di alcuni farmaci come l’isoniazide (antibiotico antitubercolare). In alcuni casi si è riscontrato perdita di capelli, anche se raramente.

Acidi grassi

Il deficit di acidi grassi polinsaturi essenziali, quale l’acido linoleico (omega 6) e l’acido alfa linolenico (omega 3) può derivare da un’alimentazione parenterale inappropriata e da disordini di malassorbimento come la fibrosi cistica. Questo può portare all’atrofia del cuoio capelluto, e quindi ad uno sfoltimento dei capelli, ed alla perdita delle sopracciglia. Gli acidi grassi insaturi risultano importanti in quanto possono modulare l’azione androgena, inibendo l’azione della 5-alfa-reduttasi (enzima deputato alla conversione del testosterone in diidrotestosterone). Alcuni studi hanno mostrato che un’integrazione di omega 6, in casi di diradamento, può promuovere la ricrescita dei capelli, migliorando la proliferazione del follicolo, anche se non sono ancora disponibili informazioni dettagliate sui limiti delle supplementazione.

Selenio

Il selenio è un minerale essenziale che svolge un ruolo di protezione contro danni dati dallo stress ossidativo e che salvaguarda la morfogenesi del follicolo pilifero. In uno studio, dove sono stati utilizzati dei ratti come modello animale, si è visto che una carenza di selenio portava alla crescita del pelo a chiazze, mentre, il silenziamento di geni che trascrivono per delle proteine attivate dal selenio, si aveva la totale perdita del pelo.La carenza di selenio si osserva in alcune zone particolari, quali la Cina, Tibet e la Serbia, dove vi è povertà di selenio nel terreno, in persone da lungo tempo in emodialisi, in pazienti con problemi di malassorbimento o affetti da HIV.Molto limitati sono invece gli studi fatti su modello umano riguardo la possibile correlazione tra la perdita di capelli e la carenza-integrazione di selenio e, nonostante ciò, numerosi sono i prodotti commercializzati contenenti selenio. Particolare attenzione va prestata per eventuali dosaggi che possono portare ad intossicazione da selenio, fenomeno che si può manifestare con delle lesioni cutanee, sintomi gastrointestinali e difficoltà di memoria.

Vitamina D

La vitamina D ha un ruolo nel ciclo proliferativo dei follicoli piliferi, ed in uno studio fatto su un modello animale di topi, si è visto che una carenza di vitamina D portava alla perdita del pelo. Alti studi hanno poi dimostrato che durante le varie fasi di crescita dei capelli si ha un aumento dei livelli di concentrazione dei recettori della vitamina D nei cheratinociti presenti nella guaina esterna del bulbo pilifero.La carenza di vitamina D è causata dalla scarsa esposizione alla luce del sole, dal colore scuro della pelle, dall’obesità, in seguito da interventi di bypass gastrici e problemi di malassorbimento dei grassi. Nel modello umano gli studi sono ancora limitati, anche se è stata riscontrata una carenza di vitamina D2 in donne con problemi di telogen effluvium acuto e diradamento diffuso.

Vitamina A

Sotto la voce “vitamina A” sono racchiusi una serie di composti, quali il retinolo, la retina, l’acido retinoico e i carotenoidi della provitamina A. E’ stato dimostrato che la vitamina A alimentare attiva le cellule staminali del follicolo pilifero, anche se ancora non risulta ben chiaro quali sono i livelli necessari affinché questo complesso meccanismo si attivi. Non vi sono studi che dimostrano che la carenza porti alla caduta dei capelli, mentre sembrerebbe che una riduzione dei suoi livelli determini una protezione dei capelli da lesioni. Bisogna quindi prestare particolare attenzione ad una eventuale iper-supplementazione che potrebbe causare perdita di capelli, effetti sulla pelle, sulla visione e delle alterazioni ossee.

Vitamina E

Membri della famiglia della vitamina E sono i tocotrienoli e tocoferoli, potenti antiossidanti. La carenze può portare ad anemia emolitica, danni neurologici e secchezza cutanea. In generale le carenze sono rare e si presentano in casi di malassorbimento dei grassi. Uno studio ha dimostrato che la supplemetazione con un mix di tocotrienoli ha portato ad un significativo incremento del numero di capelli in un gruppo di 21 volontari, anche se ci sarebbe ancora molto da fare, in quanto gli studi che dimostrano questo non sono numerosi. Anche in questo caso però, bisogna prestare particolare attenzione ai dosaggi, in quanto si è visto che un sovradosaggio di vitamina E può portare ad una riduzione di produzione di ormoni da parte della tiroide, perdita di capelli e a dei fenomeni di sanguinamento.

Acido folico

Le verdure a foglia verde sono particolarmente ricche in acido folico, e da diverso tempo, si ricorre alla fortificazione di diversi alimenti; questo ha fatto sì che è difficile risultarne carenti. Quando però questo si verifica, si può avere anemia megaloblastica e caduta dei capelli. Non esistono attualmente però degli studi che dimostrano che una integrazione di acido folico porti ad una ricrescita dei capelli.

Biotina

La biotina, o vitamina H, è un cofattore per gli enzimi adibiti ai processi di carbossilazione. Dei pori di follicoli piliferi di pecora isolati, incubati con una soluzione contenente biotina, hanno mostrato una maggiore concentrazione di DNA ed un aumento di sintesi proteica. Questo fa supporre un ruolo attivo nel controllo della proliferazione cellulare nel bulbo pilifero. E’ inoltre noto che, una carenza di biotina porta ad eczema cutaneo, alopecia e congiuntiviti, anche se la carenza di biotina risulta essere un fenomeno raro, in quanto i batteri intestinali sono in grado di produrla in quantità sufficienti.Le carenze si manifestano in caso di uso di antibiotici che vanno ad alterare l’ambiente intestinale, in caso di deficit di biotinidasi congenita o acquisita, uso di antiepilettici o per eccessiva ingestione di bianchi di uova crudi ricchi in avidina che cattura la biotina.Non sono noti studi in cui è dimostrata l’efficacia di una supplementazione di biotina per il ripristino della crescita nei capelli in mancanza di carenze, anche se moltissimi sono i preparati arricchiti in biotina in commercio venduti a tale scopo. Effetti positivi sono stati riscontrati per il trattamento delle unghie fragili.

Aminoacidi e proteine

La carenza di proteine può portare ad un cambiamento nei capelli, assottigliamento e perdita. E’ stato esaminato il ruolo dell’L-lisina, aminoacido essenziale coinvolto nell’assorbimento del ferro e dello zinco. Si è visto che la supplementazione di L-lisina associata al ferro aumenta i livelli di ferritina nel siero di donne con telogen effluvium acuto, contrariamente all’integrazione di solo ferro. Comunque se l’integrazione di aminoacidi e di proteine possa avere un ruolo nel ripristino della crescita dei capelli, non è ancora chiaro, e la difficoltà nel capire è anche data dal fatto che, in genere, la supplementazione degli aminoacidi e delle proteine prevede anche il reintegro di altre componenti nutrizionali, ad esempio L-cisteina e acido pantotenico o proteine marine con altre componenti nutrizionali; non è quindi possibile distinguere le singole attività.

A conclusione di tutto ciò è da dire che, delle carenze nutrizionali possono portare a delle condizioni più o meno gravi con delle manifestazioni patologiche, tra cui la possibile perdita dei capelli, ma particolare attenzione va posta nell’integrazione, che va fatta quando realmente necessaria, con cautela e sotto controllo di uno specialista.

Articolo tratto dallo studio Diet and hair loss: effects of nutrient deficiency and supplement use.” Guo EL, Katta R. Dermatol Pract Concept. 2017 Jan 31;7(1):1-10. doi: 10.5826/dpc.0701a01. eCollection 2017 Jan.

Articolo a cura della Dottoressa Angelica Perna.

 

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